In questi giorni che ci accompagnano prima e dopo l’equinozio d’autunno del 22 settembre stiamo vivendo una trasformazione profonda. L’alto e il basso si guardano come mai prima: il Cielo guarda la Terra e la Terra guarda il Cielo.

Gli aspetti più fisici, emotivi ed istintuali vogliono incontrare quelli più spirituali e alti di noi. L’incontro è quindi anche tra maschile e femminile, tra gli opposti che apparentemente lontani esistono e coabitano in noi. In questo spazio che si crea prende vita una fiamma, che parte dal nostro Centro della Radice, il primo Chakra e sale lentamente ma inesorabilmente verso l’alto: è la fiamma dell’Amore. L’Amore è quel principio che unisce e collega e non ha nulla a che fare con quello che associamo generalmente a questa parola.

L’Amore che intendo quì è lo scambio di sguardi, il riconoscere vari aspetti di se e dopo averli accettati e accolti, riunirli in un abbraccio. Questo abbraccio scalda e vivifica trasformando tutte le scorie della separazione e della divisione attraverso il fuoco.

Simbolicamente il fuoco rappresenta un collegamento tra ciò che è in basso e ciò che è in alto. Il fuoco nasce sulla Terra, viene alimentato dalle nostre emozioni più basse, da istinti dubbi e paure e si protende verso l’alto per raggiungere i principi spirituali, l’aria e i pensieri più puri, donando allo Spirito le parti di noi così trasformate. Doniamo allo Spirito i nostri stessi aspetti più immaturi, con un gesto di profondo amore e unione con il Tutto.

Questo processo di trasformazione intenso e profondo si può vivere consapevolmente e quindi favorire ed alimentare nella Gioia e nell’Abbondanza oppure si può percepire come una forte sofferenza emotiva e psicologica.

In questi giorni particolari che ci accompagnano nella stagione autunnale, in cui ci si prepara a raccogliere tutto ciò che si vuole tenere e lasciare andare ciò che non serve più, sentiamo ancora di più questa trasformazione.

È una trasformazione nel fuoco, rapida luminosa e intensa.

È qualcosa che notiamo in noi stessi e di cui si accorgono anche le persone che ci circondano. Perchè abbiamo questa confusione o questi picchi di sofferenza improvvisi che non sembrano legati a qualche evento particolare?

Il fuoco che vivifica, come in un processo alchemico, porta a bruciare e trasformare quelle parti di noi grezze in pura essenza lucente, leggera e liberata da tutte le scorie che ci siamo portati dietro. Queste scorie riguardano soprattutto il nostro rapporto con il passato, con la nostra famiglia d’origine, con i condizionamenti subiti e con il nostro stesso Giudice Interiore.

Il Giudizio rappresenta simbolicamente lo spazio tra Terra e Cielo. Perchè percepiamo questa divisione? Non c’è davvero nulla di sbagliato, niente che possiamo commettere di male e nessuno che può darci punizioni o elargire lodi e complimenti. Nemmeno noi stessi possiamo farlo, quando ci accorgiamo che in questo Spazio c’è un vuoto pieno d’Amore.

Allora rivolgerci alla Terra è come rivolgerci al Cielo.

Il Dio maschile e autoritario che abbiamo imparato a temere diventa una coppia sacra: un Dio e una Dea amorevoli che siedono sul trono del nostro Cuore, al centro del nostro Essere e in ogni luogo possibile. Grazie alla trasformazione del Fuoco avviene un’unione consapevole e vediamo all’esterno puri riflessi della nostra Anima Immortale. Siamo tutto, siamo tutti e in questo abbiamo anche una nostra individualità e ruolo ben preciso ed unico. Questo paradosso smette di essere tale quando non c’è più giudizio. Seguiamo la nuova via nell’Amore e la strada ce la indica la nostra intima saggezza, che è quella dell’Universo Tutto.

Le dimensioni si sfaldano e davanti a noi si aprono strade tutte percorribili e in linea con i nostri scopi. Non c’è qualcosa di preferibile all’altro. Ci lasciamo guidare, ci affidiamo al nostro Cuore.

Maschile e Femminile in noi sono integrati e dirigono verso una stessa direzione: non c’è più dubbio. La terra su cui camminiamo è anche il Cielo su cui volano liberi i nostri pensieri.

Siamo al Centro del Cosmo. La fiamma si libera e tutto si rinnova.

Ci accorgiamo che tutto quello che accade, anche in questo momento, ogni più grande picco di Gioia come le sofferenze più amare hanno un senso, servono alla trasformazione.

Cosa fare però nel concreto? A volte queste fasi sono davvero pesanti da sopportare e più siamo nel cammino spirituale più sembrano esserci momenti bui in cui ci si sente smarriti e sconfortati.

La novità è che queste fasi, che si susseguono cicliche come le stagioni, ora si stanno facendo più rapide e intense ma non fanno più “male” come prima. L’Anima immortale che osserva tutto ciò si meraviglia di quanti passi abbiamo fatto fino ad oggi e anche il fuoco e la sua trasformazione diventano una Grazia. Nel momento non è facile rendersente conto, ma una parte di noi sa che tutto sta avvenendo per il nostro massimo bene, in perfetta connessione con il volere dello Spirito.

Sapete cos’è la cosa più bella e gioiosa che possiamo fare mentre bruciamo? Comunicare e donare amore a chi ci sta accanto, mostrare cosa ci succede e non tenere più nulla di nascosto. Mostrare il nostro coraggio e la nostra fiducia.

La Luce del fuoco può illuminare i volti e i cuori di chi è accanto a noi. Facciamo vedere come sappiamo attraversare anche i momenti di sofferenza emotiva e al contempo come la nostra Anima sappia sorridere e rendere Grazie. Facciamo vedere ai nostri compagni, amici, parenti, alle Anime che incontriamo che tutto ciò è possibile.

L’unione è possibile, è già avvenuta dentro di noi. La fiamma dell’Amore già arde lucente.

Possiamo ringraziare il Fuoco mentre brucia. Diventiamo pire accese, fiamme compassionevoli per chi ancora è nel buio e vede solo buio. Abbiamo un compito onorevole a cui possiamo essere grati. Non servono più la sofferenza esacerbata, i grandi discorsi sul palcoscenico o atti di fede eclatanti. Basta uno sguardo d’amore dato a chi ci sta accanto e sentiremo come quella fiamma accesa nel nostro cuore diventa calore e la nostra Anima si illumina d’infinito.

Un balzo quantico nell’Amore, utilizzando un pò della sofferenza che normalmente viviamo e inondandola di Gioia e passione.

Non più servi del dolore, ma Re e Regine dell’Amore.

La vita si manifesta attraverso ognuno di noi, lo Spirito immortale luccica nei nostri occhi e chi ci guarda può esultare con noi e destarsi dal sonno dell’illusione e trovare l’Amore vero, quello per il Tutto.

Rinasce così l’araba Fenice, ancora una volta.

Luca Carli

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