Il Sacerdozio Femminile sarebbe una di quelle riforme dell’attuale Ordine religioso Cattolico che farebbe davvero clamore, ma che sarebbe altresì davvero rivoluzionario, in senso positivo.

Purtroppo la discussione si ferma all’affermazione da parte dei tradizionalisti che Gesù Cristo avesse soltanto apostoli maschi. Inutile dire che la tradizione patriarcale nasce ben prima di Gesù. Ma l’avvento della Chiesa come istituzione purtroppo ha accentuato questa tendenza in modi estremi.

Pensaci.

Nonostante quasi 2000 anni di maschile al potere, si sono comunque viste Regine Donne potenti ed influenti. Il potere Temporale si è quindi inchinato alla Donna, in qualche occasione.

Nella Chiesa di Roma, invece, non si è mai riusciti a scalfire l’imperante ossessione che Dio e il suo ministero dovessero essere “maschi”. Ma chi lo ha detto? Uomini ovviamente, con una grande paura della donna e delle donne. Perciò un vero scossone simbolico e una vittoria morale, etica e sociale dovrebbe passare proprio per questo punto. Il movimento femminista, se puntasse ad entrare negli ordini sacerdotali, farebbe davvero centro. Soltanto portando l’attenzione su questo tema sconvolgerebbe equilibri stantii e credenze obsolete ancora radicate e dannose.

Sarebbe il momento giusto.

Perché la Chiesa è debole, la tradizione vacilla e la gente, rispetto a soli 50 anni fa, pensa molto di più e si fa domande. Se tu chiedessi al tuo parroco: “Perché ci sono solo uomini preti e le donne non sono ammesse al sacerdozio?”, questo parroco si troverebbe molto in difficoltà. Se un tempo si difendeva dietro a frasi “È così e basta”, adesso dovrebbe ragionare con te.

Nessuna evidenza può dirci che Gesù abbia voluto solo apostoli uomini, quando c’è una grande discussione attorno all'”apostolo più amato” la cui identità è incerta. La tradizione dice sia Giovanni, ma altri studiosi sono sicuri si tratti della Maddalena, una Donna. E che Dio sia maschio e Padre si può davvero dire, senza il rischio di risultare ottusi e creduloni?

Nel 21° secolo non più…o almeno penso non dovrebbe essere così. Si tratterebbe di parlarne e di fare notare come di pari diritti, in questo campo religioso, non ce ne siano affatto. Per assurdo anche il mondo del calcio ha la sua parte femminile. Invece la toga rosa sembra ancora un tabù.

Ma è un tabù del pensiero, che potrebbe essere superato semplicemente accorgendosi che sì, forse proprio il pulpito della Chiesa e dei luoghi sacri dovrebbe tornare a rivedere donne che guidano e non solo donne che sono “guidate”.

Papa Francesco ci avrà pensato? Anche se gli fosse passato per la mente, avrà castrato tale pensiero in modo sbrigativo e deciso. Di sicuro non si metterebbe in un guaio teologico e politico di tale portata. Dovrebbero pensarci quindi le donne e gli uomini che, con le loro forme di protesta e desiderio di equità e giustizia, si mettessero ad alzare polveroni.

Credo che i tempi siano maturi.

Luca Carli

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